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Roma, cinema e teatri in difficoltà chiedono aiuto a Gualtieri – IL SERVIZIO

Qui la copertina della puntata di Extra “Roma, cinema e teatri in difficoltà chiedono aiuto a Gualtieri”.

“La situazione non era facile già prima, se è vero che nel gennaio del 2015 la giunta di Ignazio Marino aveva approvato una memoria con cui il Campidoglio raccoglieva il grido d’allarme degli operatori di cinema e teatri della capitale di fronte alla moria di una quarantina di sale. Poi alla lenta crisi provocata dai cambiamenti del mercato, si sono aggiunte le ultime emergenze esplose in tempi più recenti: gli anni della pandemia, che hanno visto tutte le attività legate all’intrattenimento particolarmente penalizzate dalle misure restrittive introdotte con il lockdown, e i rincari energetici che tra costi dell’elettricità e di climatizzazione, con il riscaldamento d’inverno e l’aria condizionata d’estate, si sono abbattuti violentemente sui bilanci societari: e così per sale cinematografiche e teatrali ora Anec, l’associazione Nazionale che raggruppa gli esercenti del settore, chiede alle istituzioni di intervenire per salvare attività che nei decenni hanno contribuito all’offerta di intrattenimento e culturale della capitale e che ora rischiano di scomparire.

Una richiesta di aiuto rivolta direttamente al sindaco di Roma Roberto Gualtieri da una nota diffusa poche ore fa, quando si è appreso che il primo cittadino aveva deciso di ricevere il rappresentante della Fondazione Piccolo America, che nei giorni scorsi avevano chiesto udienza per avere sostegno nell’organizzazione della loro tradizionale rassegna estiva.

L’apertura del Campidoglio può rappresentare un punto di svolta: la moria di cinema e teatri, per lo più di dimensioni contenute e gestiti da imprenditori, società cooperative o talvolta associazioni, rappresenta una minaccia per l’offerta culturale della città ma soprattutto per garantire un presidio sociale importante nelle zone periferiche e nei quartieri meno ricchi di iniziative culturali e di intrattenimento.

Ecco perché spegnere un grande schermo non sarebbe soltanto un danno per l’economia e i destini imprenditoriali di chi lo gestiva o vi lavorava, ma una perdita per tutta la cittadinanza: ora però i cinema e i teatri della capitale rischiano davvero di ritrovarsi al lumicino e cercare di aiutarli dopo anni così difficili è una sfida che non riguarda soltanto l’amministrazione comunale ma, fuori dai confini capitolini, anche le altre istituzioni della politica…”

Per rivedere la puntata integrale clicca qui: PUNTATA EXTRA.

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