RIMINI – “La Mutoid Waste Company non è ospite di Santarcangelo, è una delle anime di Santarcangelo”. Il centrosinistra del Comune romagnolo in provincia di Rimini si mobilita ufficialmente per salvare Mutonia, il ‘villaggio’ dei Mutoid. Un luogo incredibile che sta lì dagli anni ’90, con la sua compagnia di artisti arrivati al tempo da Londra (vennero per parteciparono a un’edizione del festival dei Teatri di Santarcangelo e poi si fermarono lì per sempre) che da più di trent’anni continuano a creare giganteschi mostri mobili e istallazioni con materiale di ferro di risulta. Le opere e quel luogo, ingranditosi sempre di più, nel tempo sono diventati un simbolo della cittadina. Ma ora tutto rischia di essere demolito e sparire una volta per tutte. Perchè? Per una vicenda legale iniziata parecchi anni fa, con una serie di ricorsi al Tar da parte di un residente. La sorte di questa comunità artistica è a rischio dal 2013. Il Comune, nel tempo, si è mosso per cercare di trovare una soluzione per proteggerla, con l’appoggio della Soprintendenza. Di recente, però, è arrivata la decisione del Consiglio di Stato che ha dato l’ok alla demolizione. E ora parte il tam tam per cercare si sventare questo scenario e salvare il Villaggio dei Mutoid.
Foto Filippo Taroni
Foto Domenico De Palo
Foto Filippo Taroni
Foto Gessica Rossi
IL COMUNE DI SANTARCANGELO IN CAMPO
Dopo la presa di posizione di più d’una direzione artistica del Santarcangelo festival in difesa di Mutonia, e la proiezione di mercoledì scorso del documentario del festival “Hometown Mutonia di ZimmerFrei” che racconta appunto il villaggio, stasera in Consiglio comunale arriva dunque un ordine del giorno. Un documento che impegna la giunta a “ribadire il riconoscimento del valore culturale e sociale della comunità, sostenendo le loro iniziative e progetti futuri”. Come pure a “individuare soluzioni condivise che, nel rispetto di quanto stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato, ne garantiscano la permanenza”.
LA CULTURA DEL RIUSO
Infine l’odg dei gruppi di maggioranza chiede di organizzare eventi e manifestazioni che valorizzino la cultura Mutoid e coinvolgano la cittadinanza. Mutonia, ricordano infatti i consiglieri di Santarcangelo, ha alimentato “una vera rivoluzione culturale, ha contribuito in maniera determinante a diffondere e promuovere la cultura del riuso. I Mutoid sono santarcangiolesi e lo sono al punto che il Comune li ha insigniti con l’Arcangelo d’Oro”. Si schiera subito a favore del documento e delle altre iniziative per salvare il villaggio la Cgil di Rimini, per la quale Mutonia è “emblema di quell’antifragilità che ne ha consentito negli anni lo sviluppo e la sopravvivenza”.
VA BENE L’IRREGOLARITÀ EDILIZIA, MA…
La situazione è “delicata- argomenta il sindacato- ma anche emblematica di un conflitto più ampio tra legalità formale e valore culturale”. Che andrebbe risolto “favorendo gli interessi generali. Mutonia non è solo un insediamento anomalo, è un simbolo di creatività, di riuso intelligente e di libertà artistica”. Da più di trent’anni è “un laboratorio permanente che mostra una strada per ripensare la socialità ed il lavoro, negli spazi urbani e nelle zone periferiche”. Certo, le questioni legali sono “comprensibili”, conclude la Cgil, ma sarebbe “miope ridurre Mutonia a una semplice irregolarità edilizia”. Per questo il sindacato appoggia le iniziative a favore di Mutonia, a partire da quelle che saranno messe in campo dal Comune di Santarcangelo di Romagna.
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