Greenpeace Italia ha appena pubblicato il rapporto ‘Ghiacciai italiani, addio’ e diffuso una mappa interattiva che mostra due scenari possibili: quello del ‘business as usual’ e quello che prevede il raggiungimento degli obiettivi fissati dagli Accordi di Parigi. Senza una concreta azione climatica, entro il 2100 l’Italia perderà il 94% dei suoi ghiacciai. Con tutte le inevitabili conseguenze del caso sul fronte della disponibilità di risorse idriche, la cui situazione è già critica a causa delle temperature più alte e del clima più secco rispetto al passato, anche recente.
In occasione della Giornata mondiale dei ghiacciai del 21 marzo e della Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo, arrivano dati sempre più allarmanti per quanto riguarda l’Italia. Se non ridurremo concretamente le emissioni di gas serra, nel 2050 le Alpi italiane avranno perso quasi la metà della superficie coperta dai ghiacciai. Un dato che, secondo il trend attuale e i modelli climatici, è destinato ad arrivare addirittura al 94% nel 2100.
Greenpeace Italia ha appena diffuso il rapporto ‘Ghiacciai italiani, addio’ e per sensibilizzare sul rischio di perdere questi preziosi ecosistemi, nei giorni scorsi ha realizzato un’imponente proiezione sul Ghiacciaio Presena, in Trentino-Alto Adige, per ribadire un allarme che va avanti da tempo ma appare ancora troppo inascoltato. Grazie al lavoro congiunto tra l’associazione ambientalista e ricercatori svizzeri provenienti dal Politecnico di Zurigo e dall’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL di Sion, è stato realizzato un quadro previsionale della fusione dei ghiacciai italiani. Per farlo, si è partiti dai dati già acquisiti e rilevati dal 2000 a oggi: la mappa interattiva sul declino dei ghiacciai italiani mostra che nell’ultimo quarto di secolo abbiamo già perso ben 136 ghiacciai. Senza misure efficaci di contrasto alla crisi climatica, entro il 2100 l’Italia vedrà ridurre l’estensione dei ghiacciai dai poco più di 379 chilometri quadrati attuali ad appena 22,8.
Un dato, questo, che ovviamente avrà conseguenze nefaste anche sul fronte delle risorse idriche. I ghiacciai, specialmente in estate, rappresentano un patrimonio prezioso per sopperire alla mancanza di pioggia e si ricostituiscono in inverno grazie alle nevicate. Con la crisi del clima, tuttavia, questo meccanismo rischia di interrompersi, con le riserve d’acqua dolce che andrebbero perse per sempre. Anche per questo, Greenpeace Italia ricorda che rispettando i target fissati con gli Accordi di Parigi, nei prossimi 25 anni si potranno risparmiare 800 milioni di metri cubi d’acqua. Questo perché, mantenendo il rialzo delle temperature al di sotto di 1,5°C, la fusione dei ghiacci rallenterebbe e si stabilizzerebbe. In questo scenario positivo ma non molto probabile, l’Italia potrebbe disporre nel 2100 di 222 ghiacciai per un’estensione totale di circa 94,4 chilometri quadrati. In caso di totale inazione climatica, entro fine secolo in Italia resterebbero solo 75 ghiacciai, più concentrati in determinate aree: Veneto e Friuli-Venezia Giulia, ad esempio, rischiano di perderli tutti.
“Se non vogliamo dire addio per sempre ai nostri ghiacciai, perdendo così i benefici forniti da questi ecosistemi naturali preziosissimi, dobbiamo mettere un freno alla crisi climatica e adottare un impiego sostenibile delle risorse idriche” – ha spiegato Federico Spadini, campaigner Clima di Greenpeace Italia – “Il governo italiano deve fissare obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni e abbandonare al più presto lo sfruttamento di petrolio, gas e carbone, puntando su fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Deve inoltre ridurre gli sprechi e i consumi idrici, a cominciare da quelli legati all’agricoltura e all’allevamento, nonché il consumo di suolo e la cementificazione“.
La mappa interattiva diffusa da Greenpeace sui ghiacciai italiani, insieme al rapporto appena pubblicato, rientrano nell’ambito del progetto ‘Fino all’ultima goccia’, che denuncia le cause e gli effetti della crisi climatica e della carenza idrica e offre spunti per contribuire a preservare la nostra acqua su un Pianeta sempre più caldo e secco.
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