La polizia portoghese ha lanciato una campagna social sui significati nascosti delle emoji utilizzate dai giovani sui social media, in particolare nelle conversazioni che contengono contenuti sessuali o legati alla droga
Sempre più spesso facciamo uso di emoji nelle nostre chat e conversazioni. Potrebbero sembrare simboli simpatici e innocenti ma non sempre è così. Per questo in Portogallo la Polizia di Sicurezza Pubblica ha lanciato una campagna social di sensibilizzazione sui significati nascosti delle emoji utilizzate dai giovani sui social media e nelle conversazioni con amici.
Traduzione delle emoji
Nel voler mostrare i significati nascosti e potenzialmente pericolosi di questi simboli, la polizia portoghese ha tradotto alcune delle emoji più utilizzate dai ragazzi e dalle ragazze, soprattutto quando questi simboli vengono utilizzati in conversazioni di natura sessuale o relative all’uso o traffico di droga. Ecco dunque che una melanzana, un hot dog, una banana o una pannocchia vengono utilizzati per parlare dell’organo sessuale maschile. Mentre un fiore, un pezzo di sushi o un gatto rappresentano l’organo femminile.
Mettere in guardia i genitori
La polizia invita a porre particolare attenzione quando si usa questo tipo di linguaggio nel dialogo con estranei in chat, in app di incontri o su piattaforme di gioco online. Il pericolo principale, spiegano le forze dell’ordine, è che i più giovani, non sapendo chi c’è dall’altra parte dello schermo, potrebbero chattare con persone più anziane e aumentare il rischio di essere vittime di adescamento. Questo fenomeno si chiama “grooming” ed è un processo di manipolazione che inizia con un approccio non sessuale per guadagnare la fiducia della vittima e poi incoraggiarla a condividere contenuti intimi o a organizzare un incontro.
Il consumo e lo spaccio di droga
Le emoji utilizzate per fare riferimento al consumo e allo spaccio di droga, fa sapere la polizia, sono quelle inerenti le piante, i cavalli, i cuori di diversi colori, i diamanti, i dolci o i pupazzi di neve. Sebbene questa realtà sia ancora poco diffusa nella comunità scolastica, la polizia è consapevole di questo fenomeno e invita dunque ad agire preventivamente negli istituti scolastici attraverso azioni di sensibilizzazione, ma anche invitando i genitori a essere vigili e a proteggere i propri figli.
Violenza tra i giovani in aumento
Secondo i dati provvisori del Rapporto annuale sulla sicurezza interna, la violenza tra i giovani dai 12 ai 16 anni è aumentata di oltre il 12%. Il rapporto indica l’uso di Internet e dei social media come uno dei principali strumenti per aumentare i casi di violenza e aggiunge inoltre che si sono verificati più episodi di violenza e rapine nei pressi delle scuole. Nel 2024 ne sono stati registrati più di 7.000, una crescita costante fin dall’inizio della pandemia.
Riaprire il dibattito
La polizia di pubblica sicurezza ha spiegato che questa campagna social sul significato nascosto delle emoji è nata anche in seguito al grande successo riscosso dalla serie Netflix “Adolescence” che tratta proprio i temi della violenza tra minori e le problematiche comunicative con i genitori. La serie ha riaperto, in Portogallo, anche il dibattito sull’eventuale proibizione dei telefonini a scuola. Se ne era parlato all’inizio dell’anno scolastico, ma poi il Ministero dell’Istruzione aveva optato per una semplice raccomandazione a non usarli piuttosto che per un’esplicita proibizione.
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