Porteranno denominazioni come “alcol Light”, “alcol free” o “0,0%” i vini oggi conosciuti come “dealcolati” o “parzialmente dealcolati” prodotti nell’Unione europea. Il cambio di nome mira a renderli più attraenti per i consumatori Ue ed extra Ue.
In particolare secondo la proposta i vini si chiameranno alcol free (qualora il contenuto di alcol sia inferiore allo 0,05%) e 0,0 se non superano lo 0,05 % di volume. Potranno essere definiti alcol Light i vini con volume alcolico contenuto tra lo 0,6 e il 30%. Queste denominazioni sono già in uso nel territorio dell’Unione ma vengono applicati senza criteri fissi adesso proposti.
La Commissione europea continua a voler promuovere il settore vitivinicolo assediato dalle conseguenze della crisi climatica e dai dazi statunitensi e questa proposta va in questo senso.
La promozione dei vini dealcolati attraverso un “rebranding” parte dal presupposto che questi prodotti hanno grandi prospettive di crescita soprattutto nei mercati di Paesi con popolazioni musulmane che per ragioni religiose non consumano prodotti alcolici. Questi nuovi prodotti sono, al contrario dei vini tradizionali, in grado di penetrare i mercati nord africani e mediorientali e per questo vengono adesso sostenuti dall’Unione.
Il settore NoLo (dall’inglese “no alcohol” e “low alcohol”) vale più di 13 miliardi di dollari all’anno ed è in crescita.
D’altronde i produttori sono stati chiari sin dall’inizio della crisi; se viene meno il mercato statunitense a causa dei dazi o si trovano nuovi mercati oppure il settore rischia il collasso.
L’Unione ha rivelato anche un pacchetto di proposte di aiuti per i produttori europei; saranno alleggerite le procedure di autorizzazione di impianti di vite, saranno garantite maggiori coperture per le aziende colpite da eventi climatici estremi e gli investimenti contro gli effetti del cambiamento climatico potranno godere di contributi europei fino all’80%. Sarà inoltre sostenuto lo sviluppo dell’enoturismo che potrà essere effettuato dai consorzi di tutela.
Christophe Hansen, Commissario Ue All’Agricoltura ha dichiarato in una nota: “Sono convinto che la nostra proposta aiuterà a stabilizzare il mercato e permetterà ai produttori di a sfruttare nuove opportunità andando incontro alle nuove aspettative dei consumatori”
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