È stato presentato il report “A ruote libere”, a cura di Unicef, Fiab e Cnr, per parlare di mobilità sostenibile e in particolare sull’utilizzo della bicicletta
Promozione della mobilità sostenibile, in particolare l’utilizzo della bicicletta come principale mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola. È questo l’obiettivo dello studio “A ruote libere” presentato da Unicef, FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e il CNR. Uno studio cruciale soprattutto per i bambini che devono essere sensibilizzati, il prima possibile, sul tema della mobilità dolce, per il bene sia dell’ambiente sia della loro salute.
Bambini più colpiti dall’inquinamento
“Questo studio mette in connessione la mobilità, ma in particolare la mobilità dei bambini. La principale mobilità che hanno loro è quella per andare a scuola. Oggi noi genitori siamo un po’ troppo presenti e li accompagniamo in macchina anche per tratti brevi e invece è importante che la mobilità sia sostenibile” dichiara Paolo Rozera, Direttore Generale dell’Unicef Italia, che specifica poi che i bambini sono quelli più sensibili ai problemi dell’ambiente e allo stesso tempo l’ambiente che abbiamo oggi colpisce in modo particolare i bambini, perché “sono creature ancora in formazione, per cui gli effetti dell’inquinamento atmosferico su di loro sono molto forti e presenti e se li portano appresso per tutta la vita”.
Tema attuale affrontato attraverso l’uso della bicicletta
Il tema è molto attuale e Unicef, insieme a FIAB e a CNR lo hanno affrontato attraverso il tema della bicicletta che è un tema dolce, che invita al rispetto dell’ambiente, al rispetto delle regole. “Abbiamo interessato questa parte della loro mobilità che è una mobilità che i bambini devono fare e noi vorremmo che la facessero piuttosto che la subissero” conclude Rozera.
L’analisi delle scuole di Roma e Verona
L’analisi “A ruote libere” ha analizzato anche la mobilità delle famiglie di alcuni alunni in una scuola di Roma e in una di Verona. Le difficoltà che emergono però sono ancora numerose, come spiega Luca Giachi, ricercatore del CNR Issirfa: “Più o meno i risultati corrispondono un po’ al sentito comune rispetto all’uso della bicicletta e quindi i problemi classici come la mancanza delle infrastrutture o le infrastrutture insufficienti, il problema del traffico, in particolare la pericolosità della velocità usata dagli automobilisti. L’altro dato emerso che è un po’ meno conosciuto è quello della logistica, cioè il problema di lasciare i bambini a scuola e poi dover proseguire in bicicletta, con le distanze che aumentano”.
Il problema dell’abbigliamento
Luca Giachi ha evidenziato anche un altro problema, che è quello legato all’abbigliamento: “Spesso le persone che vanno in bicicletta hanno bisogno di cambiarsi, perché muovendosi si suda o comunque bisogna indossare un abbigliamento di un certo tipo. Spesso le strutture dove le persone lavorano, anzi quasi sempre, non hanno degli spogliatoi in cui le persone possono cambiarsi per poter avere un abbigliamento più consono al loro posto di lavoro”.
Le paure dei genitori sulla bicicletta
Molto spesso sono i genitori a non voler utilizzare la bicicletta per spostarsi, principalmente per paura e per l’assenza di strutture adeguate, a cominciare dalle piste ciclabili. Secondo Luigi Menna, Consigliere di Presidenza della FIAB, c’è “un meccanismo protezionistico dei genitori, cioè i genitori hanno paura che i bambini si facciano male. Fare così significa andare a obbligare il bambino a stare dentro un guscio, senza affrontare la realtà di tutti i giorni. Il bambino che va in bicicletta, ovviamente in maniera assolutamente protetta e controllata, è un bambino che comincia a conoscere le regole per la sicurezza di tutti gli utenti della strada”.
Le iniziative della FIAB
La Federazione Italiana Ambiente Bicicletta porta avanti una serie di iniziative che riguardano i bambini e la mobilità dolce, a cominciare dai bicibus e dai pedibus, ossia studenti in bici o a piedi che si recano a scuola in gruppo accompagnati da genitori volontari. Siega ancora Luigi Menna: “Siamo tra i sostenitori della città 30 che prevede, tra le altre iniziative, le aree scolastiche e le strade scolastiche, che sono zone protette intorno alle scuole, che possono essere protette a tempo, cioè in determinate ore della giornata oppure in determinati mesi dell’anno”.
Il servizio “Comuni Ciclabili”
“Poi portiamo avanti il servizio di “Comuni Ciclabili”, cioè siamo a disposizione dei comuni, come ente certificatore, per aiutarli verso un percorso di mobilità dolce. Devo dire che ovviamente in un’area geografica estesa come l’Italia la presenza non è omogenea, i comuni virtuosi sono al nord e nel Lazio abbiamo pochissimi comuni che fanno parte del circuito “Comuni Ciclabili” ma nessuno di questi ha punteggi adeguati” conclude Luigi Menna di FIAB.
Presentazione del report “A ruote libere”. Tutte le interviste
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