Nonostante le bollette energetiche rimangano elevate, il peso delle fonti rinnovabili sta mitigando l’impatto sui consumatori. Grazie alla crescita del fotovoltaico e dell’eolico, nel 2024 il prezzo all’ingrosso dell’elettricità in Italia è sceso del 18%, passando da 127,4 €/MWh a 108,5 €/MWh. Un dato positivo, ma che nasconde criticità strutturali e la necessità di un’accelerazione negli investimenti per raggiungere gli obiettivi climatici.
Il ruolo delle rinnovabili nel calmierare i prezzi
Il meccanismo del mercato elettrico italiano, basato sul prezzo marginale, remunera tutti i produttori di energia allo stesso livello dell’impianto più costoso, tipicamente quello a gas. L’aumento della produzione da fonti rinnovabili – con costi marginali vicini allo zero – ha però ridotto la dipendenza dal gas, abbassando il Prezzo Unico Nazionale (PUN). Ma come si forma il prezzo in Italia?
In Italia il prezzo dell’elettricità viene determinato attraverso un sistema di mercato chiamato “marginalista”.
Ogni giorno, i produttori di energia partecipano a un’asta in cui offrono la propria elettricità a un certo prezzo. A quest’asta partecipano tutti i produttori, a prescindere dalla fonte utilizzata per la produzione elettrica: solare, eolico, idroelettrico o anche fonti fossili come il gas naturale.
Le offerte vengono ordinate dalla più economica alla più costosa. Il prezzo finale dell’elettricità viene stabilito dall’ultima offerta necessaria per coprire la domanda totale. E quindi dall’offerta più costosa.
E qui entra in gioco il secondo elemento: il mix energetico italiano. Il nostro Paese dipende ancora in larga misura dal gas naturale per produrre energia. Nel 2023 l’elettricità prodotta da gas rappresentava il 35% del totale. Ma purtroppo il gas, oltre ad essere una fonte inquinante, è anche una fonte molto costosa.
Dunque, in sintesi, le bollette italiane sono così più alte rispetto ai quelle del resto d’Europa perché siamo ancora fortemente dipendenti dal gas naturale e perché il meccanismo di formazione del prezzo non prende in considerazione la sostanziale differenza dei costi di produzione dell’energia tra rinnovabili e fossili.
E dunque, qual è la soluzione? Di sicuro per vedere un netto calo delle bollette bisognerebbe dire addio alle fonti fossili e produrre energia solo con le rinnovabili. In questo modo calerebbe non solo il costo dell’energia ma si abbatterebbero anche le emissioni di anidride carbonica che generano i cambiamenti climatici.
Ma lo abbiamo visto, l’abbandono delle fonti fossili non è dietro l’angolo. Una soluzione a breve temine è il disaccoppiamento del prezzo tra gas naturale e rinnovabile. Così che chi offre energia pulita ai propri clienti potrà venderla a prezzi più bassi. Incentivando, in questo modo, anche la richiesta di energia prodotta da eolico, solare e idroelettrico da parte dei consumatori.
Record di nuove installazioni, ma non basta
Nel 2024, l’Italia ha incrementato la capacità rinnovabile del 29%, aggiungendo 7.480 MW, così distribuiti:
- Fotovoltaico: 6.795 MW (dominato da grandi impianti a terra)
- Eolico: 685 MW
- Idroelettrico: 27 MW
- Bioenergie: -27 MW (netto, per dismissioni)
Tuttavia, per rispettare il Pniec (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima), servirebbero 10-12 GW/anno di nuove installazioni, contro i 7,48 GW del 2024. Andrea Cristini di Anie Rinnovabili avverte: “Serve snellire la burocrazia e potenziare la filiera industriale per installare almeno 70 GW nei prossimi 5 anni”.
Europa: sole e nucleare tengono a bada i prezzi, ma il gas pesa ancora
A marzo 2024, l’Europa ha beneficiato di 65 GW aggiuntivi di solare, che hanno contribuito a contenere i rincari. La quota rinnovabile è cresciuta del 15% rispetto a febbraio, mentre il nucleare (grazie al riavvio di reattori francesi) è passato dal 24% al 26%.
Tuttavia, nel primo trimestre 2025, i prezzi dell’elettricità sono schizzati +51% su base annua, trainati dal gas (+33%). Nonostante un calo del 15% nella produzione fossile mensile, questa rimane 16% più alta rispetto a marzo 2024, segno di una persistente dipendenza da gas e carbone.
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