(Photo credit: Francesco Alesi per Save the Children)
ROMA – Pianura, periferia occidentale di Napoli. Cinquantacinquemila abitanti, di cui il 22% under 19. Pur figurando tra i quartieri più giovani della città, “è marginalizzato e senza servizi, un’area di Serie B, dove non solo mancano cinema, biblioteche o piscine, ma persino piazze e marciapiedi. Noi vogliamo invece puntare un riflettore, coinvolgendo i giovani ma anche tutte le realtà del terzo settore presenti e la municipalità, affinché rialzi la testa”: così Antonio Caiazzo presenta in un’intervista con l’agenzia Dire l’intervento di Innovazione sociale di cui è community manager a Pianura.
Avviata nel 2022, tale azione vede l’organizzazione internazionale impegnata per il benessere di giovani tra i sei e i 24 anni, residenti in un quartiere dove secondo Caiazzo “mancano i servizi essenziali, da quelli sanitari a culturali. L’effetto ‘quartiere-dormitorio’ è acuito dall’urbanizzazione abusiva che ha ‘mangiato’ spazi di ritrovo”.Infatti, secondo il referente, a Pianura “non si investe nell’intrattenimento; c’è un fondo derivante dal Pnrr per il ripristino del Parco Falcone e Borsellino, tuttavia continuano a mancare spazi di aggregazione e così ragazzi e ragazze, per fare attività interessanti, devono spostarsi in altre zone di Napoli. Tuttavia, senza un mezzo proprio, si è costretti a tornare a casa con il treno della Circumflegrea, che chiude alle 21.30, oltre ad alcune strade prive di marciapiedi o illuminazione”.Per questo Save the Children ha inserito Pianura nel progetto ‘Un quartiere per crescere’, di cui fanno già parte Ostia Ponente a Roma, Zen 2 a Palermo, Macrolotto Zero a Prato e Porta Palazzo-Aurora a Torino. L’obiettivo è combattere l’emarginazione sociale tipica delle periferie, capace di acuire il disagio che a volte bambini e adolescenti vivono in famiglia o a scuola, fatto di povertà materiale ed educativa, che col tempo li spinge all’abbandono scolastico, all’inoccupazione o verso la criminalità organizzata.
La ricetta di Save the Children è sempre la stessa: lavorare su giovani e giovanissimi, facendo rete con gli attori già presenti sul territorio. Spiega Caiazzo: “A Pianura portiamo avanti un dialogo costante con il Comune, le scuole e il Terzo settore, tra cui agenzie educative, gruppi di quartiere e associazioni”. Questo ha permesso di mettere in campo due azioni specifiche per i più piccoli: “Il primo- continua il responsabile- è ‘Villaggio educativo’, attivo nei 5 Istituti comprensivi statali del territorio. Dopo diversi confronti e un tavolo territoriale con famiglie, insegnati ed educatori, abbiamo recepito la richiesta di aumentare la qualità dell’offerta formativa. Da qui, abbiamo aperto nelle scuole corsi e laboratori pomeridiani – disponibili anche durante la pausa estiva – rivolti abambine e bambini dai 6 ai 14 anni, per fornire supporto didattico allo studio, insieme a laboratori culturali, artistici e motori”. Un intervento “realizzato in partenariato con Volontari Flegrei per l’ambiente Aps, Easlab Aps e Un Tuttor per Amico Aps”.
A questo progetto, da febbraio è stato aggiunto il ‘Polo inclusione’. Dichiara Caiazzo: “Permette di coinvolgere bambini affetti da sindromi dello spettro autistico o altre difficoltà cognitive, affinché, grazie a psicologi e terapisti, possano accedere alle opportunità del Villaggio educativo insieme ai loro coetanei”. In questo caso, il partner è Giffas Ets.Un lavoro di squadra in cui, secondo il referente di Save the Children, “è essenziale quello dei cinque Istituti Comprensivi che, grazie a dirigenti illuminate e personale motivato ed altamente qualificato, costituisce un presidio territoriale fondamentale che noi vogliamo valorizzare ed affiancare”.
Accanto agli interventi educativi c’è il sostegno a adolescenti e giovani tra i 16 e 24 anni tramite lo ‘Youth Job Cafè’. “Anche questo progetto è partito a febbraio- continua Caiazzo- per raggiungere gli studenti in difficoltà con gli studi – anche universitari – i neolaureati che non trovano lavoro o i Neet”. A loro disposizione, ci sono educatori ma anche personale specializzato nell’orientamento formativo e professionale, che effettuano anche bilancio di competenze: “Prendiamo in carico anche ragazzi che non riescono a dare esami, oppure che devono decidere se continuare gli studi o scegliere una professione, oppure affetti da disagi di altro tipo”.A Pianura, la spina dorsale di tutte queste azioni resta però il Comitato Permanente dei Giovani, “attivo anche nelle altre città”. Riferisce ancora il community manager Antonio Caiazzo: “Coinvolge ragazze e ragazzi da dai 15 ai 24 anni con cui lavoriamo attivamente per renderli attori partecipi del cambiamento del loro territorio, affinché non solo ne siano protagonisti ma anche portatori di istanze presso le istituzioni”. Il Comitato ad oggi ha già realizzato vari eventi, tra cui cineforum, giocoleria, intrattenimento per i più piccoli. Sia Job Cafè che il Comitato godono del sostegno di Ctg Turmed Aps, associazione che promuove cultura ambientale e empowerment individuale.Caiazzo però non ha dubbi: il risultato più importante raggiunto da questi giovani è “la presentazione, a inizio marzo, di un progetto di rigenerazione dell’area urbuna di via Nelson Mandela. Ad oggi risulta abbandonata, eppure potrebbe diventare un nuovo luogo di ritrovo per i ragazzi, soprattutto i più giovani, che non hanno neanche una piazza per incontrarsi. E comprende anche un mausoleo, quindi un elemento di archeologia urbana”.
Il progetto, presentato alla vicesindaca e assessora all’Urbanistica Laura Lieto e all’assessora allo Sport e Pari opportunità Emanuela Ferrante, “è frutto di un lavoro durato un anno” spiega il community manager. “I ragazzi hanno realizzato un’inchiesta sociale attraverso numerose interviste ai cittadini, per recepire idee e proposte. Poi, grazie ad Aste e Nodi Aps – associazione di architetti e urbanisti – ragazze e ragazzi hanno sviluppato un progetto di urbanismo tattico, volto a ridefinire questo spazio e trasformarlo in un luogo di aggregazione sul territorio”. Il prossimo passo ora, “è rendere i giovani del Comitato sempre più indipendenti nel prendere in mano le iniziative che stanno loro a cuore, anche a livello di reperimento delle risorse. Pensiamo quindi di avviare un percorso per avvicinarli al crowfunding. C’è poi la parte burocratico-amministrativa e di realizzazione vera e propria, per la quale contiamo sul supporto del Comune di Napoli”.Tutti questi interventi hanno permesso di raggiungere, solo nel 2024, ben 500 bambini e giovani, che diventano 800 grazie agli interventi indiretti.
L’obiettivo nel prossimo futuro è quello di rendere le azioni “stabili insieme alla comunità e in co-regia con le istituzioni, per costruire un Piano di Sviluppo con impegni programmatici concreti che coinvolga tutti gli attori del territorio: non è, infatti, un progetto di Save the Children, ma di tutto il quartiere Pianura”, conclude Caiazzo.
Oltre a ‘Un quartiere per crescere’, Save the Children porta avanti vari progetti in Italia rivolti a giovani e giovanissimi: dal 2014, su tutto il territorio, sono stati attivati 26 ‘Punti Luce’, ossia spazi ad alta densità educativa nei quartieri e nelle periferie maggiormente svantaggiate delle città, per offrire opportunità formative ed educative gratuite a bambine, bambini e adolescenti tra i 6 e i 17 anni. Per contrastare l’abbandono scolastico, dal 2011 al 2022 è stato attuato il progetto ‘Fuoriclasse’, intervento integrato rivolto a studenti, docenti e famiglie, attraverso attività a supporto della motivazione e dell’apprendimento. Dal 2016 invece c’è ‘SottoSopra’, il Movimento giovani per Save the Children, vale a dire una rete attiva su tutto il territorio nazionale che coinvolge ragazze e ragazzi tra i 14 e i 25 anni impegnati nella promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
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