Rifiuti abbandonati in centro, una piaga difficilmente sanabile. Con ancora nelle orecchie l’appello che l’assessore all’Ambiente Giancarlo Martinengo ha rilanciato sabato, per l’ennesima volta, in occasione dell’inaugurazione dell’ecocentro al Poggino rivolgendosi ai cittadini a «mettere in pratica comportamenti virtuosi e a essere collaborativi», bisogna purtroppo registrare che c’è chi continua a fare orecchie da mercante. Il nodo focale del problema, e di cui occorre prendere consapevolezza, è il contesto sociale. Mentre nel caso di quegli automobilisti che per “comodità” lanciano le loro buste nei pressi delle isole ecologiche è possibile, tramite le telecamere, rintracciarli e sanzionarli, nel caso degli abbandoni in centro il fenomeno è e sarà difficile da contenere e debellare. Perché la maggior parte delle volte a buttare in strada, quotidianamente, gli scarti indifferenziati sono i “fantasmi” della Tari. Persone non censite, non iscritte al registro della tassa sui rifiuti: fantasmi, appunto. E come tali, difficili da individuare. Inoltre, essendo “incorporei” sia a livello di identità che amministrativamente, non possono certo conferire i loro rifiuti presso il centro di raccolta visto che per accedere occorre esibire un documento d’identità e una copia del pagamento della Tari. Così prolifera l’invasione di rifiuti abbandonati. Nel quartiere San Faustino si è creato il “triangolo” dell’immondizia: via dei Magliatori, via Lucchi e via Bellavista. Tra l’altro in quest’ultima stradina pochi giorni fa si è verificato il crollo di tegole dal tetto di un edificio abbandonato da circa 40 anni. La zona è stata transennata e i “fantasmi” della Tari devono aver pensato che fosse stata recintata proprio per permettere loro di gettare lì le buste del pattume, nonostante un vicinissimo cestino. Mettendo in pericolo anche l’incolumità degli addetti alla raccolta, dato che le tegole continuano a precipitare al suolo. Negli ultimi tempi poi è stato ormai individuato un angolo su via Lucchi dove ogni giorno gli incivili creano una mini discarica di grossi sacchi neri. Non conosce migliore sorte via dei Magliatori. Scelta principalmente come sito per abbandonare non solo buste d’immondizia ma qualunque altra cosa sia d’ingombro in casa. Per qualche giorno, dopo un repulisti straordinario ordinato da Martinengo, sembrava fosse tornato un minimo di decoro. Ma la tregua è durata poco. E come diceva Totò “e io pago”. Perché il ritiro dei rifiuti abbandonati richiede un passaggio extra da parte di Viterbo Ambiente, e costi extra per il Comune che ricadono poi sulla tariffa per la tassa pagata da tutti i cittadini. Quelli che pagano la Tari, naturalmente. |