ROMA – I ‘dazi reciproci’ di Trump hanno innescato una reazione a catena sulle Borse mondiali: all’indomani dell’annunci scagliati per tutto il Globo, la biglia è partita e le tessere del domino sono destinate a cadere una ad una, ora dopo ora. Le azioni in Asia e in Europa sono crollate bruscamente, mentre i future sull’S&P 500 sono crollati di oltre il 3%. L’andazzo delle Borse europee era già visibile all’apertura delle sedute questa mattina : gli indici, che nella prima parte della seduta erano stati colpiti, ma non affondati, hanno esteso progressivamente le perdite mano a mano che si avvicinava l’apertura di Wall Street. A fine seduta il Ftse Mib arriva a perdere oltre il 3% (-3,23% a quota 37.210 punti, ai minimi da gennaio). Non meglio il resto dell’Europa: Parigi cede il 3,31% a 7.598 punti e Francoforte il 3,01% a 21.717 punti. Più caute Londra (-1,55% a 8.474 punti) e Madrid (-1,08% a 13.192 punti). I listini europei bruciano così oltre 422 miliardi di euro in un solo giorno.
PIAZZA AFFARI – 3,6%, SOTTO LA LENTE IL SETTORE AUTO
Chiusura in forte calo per Piazza Affari: l’indice Ftse Mib cede in defiitiva il 3,6% a 37.070 punti.Osservato speciale il comparto auto, colpito da tariffe al 25% da parte dell’amministrazione Trump. Scendono Stellantis -2,48% e Ferrari -1,97% , ma i cali paiono contenuti. Giù i petroliferi: Saipem -6,90% , Eni -4,42% e Tenaris -8,52%, gli industriali. Attenzionato anche Pirelli & C a -1,06%.
PERDITE PESANTI A WALL STREET
Non va meglio proprio Oltreoceano, da dove è partito il terremoto: i dazi di Donald Trump stanno spazzando via 2.000 miliardi di dollari di valore da Wall Street. Tra i più colpiti: Apple verso la perdita di 274,0 miliardi di dollari, Amazon sotto i 181,9 miliardi e poco meglio Nvidia e Meta, per cui vanno in fumo 143,4 miliardi. Meno peggio per Microsoft e Google che registrano perdite da 69,1 miliardi ciascuna. Battuta d’arresto per il Nasdaq, l’indice dei titoli tecnologici, che perde oltre 5,5 punti percentuali. In grossa difficoltà i titoli delle aziende che dipendono dalle importazioni come Nike, che produce metà delle scarpe in Vietnam, colpito duramente dai dazi, cede l’11% ed è il peggiore sul Dow Jones.
IN ASIA
Le Borse asiatiche hanno chiuso in forte calo: le tariffe imposte sulla Cina ora ammontano al 54%, mentre quelle sul Giappone al 24%. Hong Kong archivia la sessione con un -1,75%, Shanghai -0,25%. Compita i particolare l’industria automobilistica giapponese: Trump infatti ha imposto un’imposta doganale del 24% sui beni giapponesi, insieme a tasse del 25% sulle importazioni di auto. Toyota è scesa del 5,4%, SoftBank Group è scesa del 4%, Tokyo Electron ha perso il 3,7% e Mitsubishi UFJ è crollata del 7%.
CAMBIO DOLLARO-EURO E CROLLO DEL PETROLIO
Si deprezza il dollaro rispetto l’euro che sale a 1,1065: al dazio si aggiunge così la svalutazione della moneta con cui i prodotti esportati negli States saranno pagati. In aumento anche la sterlina (+1,2%) e il franco svizzero (+2,1%): E su questa scia vanno in flessione petrolio e gas. Il Wti scende del 4% a 68,60 dollari al barile e il Brent del 4,1% a 71,89 dollari. Ad Amsterdam le quotazioni del gas scendono del 3,7% a 39,72 euro al megawattora.
“CON LA POLITICA DI TRUMP PIÙ RISCHI INFLAZIONE E RECESSIONE GLOBALE”
Il grido d’allarme degli economisti internazionali è unanime: la politica commerciale di Donald Trump e le tariffe statunitensi porteranno i dazi sulle importazioni a livelli record, con un impatto negativo sulla crescita economica mondiale, aumentando i rischi di inflazione e recessione per gli Stati Uniti e le economie globali.
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