ROMA – E’ passata la notte (italiana), e hanno cominciato a parlare i mercati. Un tremore diffuso all’apertura delle principali Borse mondiali, come il boato del terremoto a venire. I dazi sono ormai sul tavolo, c’è solo da capire quanto le contrattazioni mondiali assorbiranno il colpo. Tanto per cominciare i futures S&P 500, che consentono agli investitori di negoziare l’indice al di fuori del normale orario di negoziazione, sono crollati di oltre il 3%. E così i mercati asiatici, con gli indici di riferimento in calo di oltre il 3% in Giappone e di quasi il 2% a Hong Kong e in Corea del Sud.
Sebbene ampiamente annunciata (ma non nella sua sostanza) la mossa di Trump ha evidentemente sorpreso l’economia, e gli analisti stanno ancora cercando di raccapezzarsi nelle tabelle del Presidente americano, cercando di capire come siano state ricavate quelle cifre, su che basi.
“Penso che i numeri siano incredibilmente alti rispetto a quanto la gente si aspettasse e per molti versi è inspiegabile”, ha affermato Peter Tchir, responsabile della strategia macro della Academy Securities, al New York Times: “Penso che sia un disastro”.
“Trump sta andando in guerra con tutti”, ha detto Andrew Brenner, responsabile del reddito fisso internazionale presso National Alliance Securities: “È ridicolo. Non mostra alcuna comprensione di ciò che sta facendo agli altri paesi. E danneggerà gli Stati Uniti”.
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