Questo il titolo scelto per un convegno alla Camera dei deputati, organizzato dal vicepresidente Fabio Rampelli. Che spiega: “È una fonte di energia sovrana, perché l’Italia la possiede naturalmente. Possiede dei requisiti ineguagliabili e per questo dobbiamo rilanciare il settore, andando oltre il 20% di copertura del fabbisogno energetico nazionale”.
Una fonte di energia pulita, rinnovabile e programmabile, di cui l’Italia dispone naturalmente e quindi sovrana. L’idroelettrico, ad oggi, rappresenta il 40% della produzione di energia da fonti rinnovabili in Italia, ma ha un potenziale ancora maggiore. Specialmente considerando che darebbe garanzie maggiori rispetto ad altre fonti di approvvigionamento energetico, come il nucleare di quarta generazione che non sarà disponibile nel breve termine. Per questo, occorre puntare sempre di più sull’energia idroelettrica, ma per farlo servono investimenti, concessioni e nuovi sviluppi di ricerca per far sì che gli impianti siano sempre più sicuri ed efficienti. Ne hanno parlato in tanti tra personalità istituzionali, ma anche ricercatori, attori economici e rappresentanti delle associazioni ambientaliste in un convegno organizzato alla Camera dei deputati dal vicepresidente Fabio Rampelli.
“L’energia idroelettrica è un po’ l’uovo di Colombo: in questa fase di crisi e di bollette che sono salite alle stelle, noi abbiamo, e l’Italia ne ha per fortuna disponibilità, una grande possibilità di investire su una fonte di energia che è pulita, rinnovabile, programmabile, sovrana e ad alto potenziale” – ha spiegato l’onorevole Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia), vicepresidente della Camera dei deputati – “Sono tutti requisiti ineguagliabili e quindi l’intento, anche attraverso questo convegno, è di rilanciare questo settore per fare in modo che il nostro fabbisogno energetico, che ora è coperto al 20% dalla fonte idroelettrica, arrivi ad esserlo, se possibile, fino al 40%“.
“L’idroelettrico non è la tecnologia rinnovabile dei nostri nonni, ma è quella dei nostri figli, nipoti e pronipoti, perché in tutti gli scenari di decarbonizzazione (mondiale, europea, italiana) l’idroelettrico gioca una parte molto importante. Per farlo nel migliore dei modi serve investire per potenziare, efficientare e sviluppare questa tecnologia, anche attraverso la filiera degli accumuli idroelettrici, che ci potrebbe permettere di rendere questa fonte energetica ancora più programmabile” – il punto di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – “Bisogna sciogliere, ovviamente, il nodo delle concessioni per risolvere questa anomalia tutta italiana che resta ad oggi qualcosa di irrisolto. La programmabilità dell’idroelettrico è fondamentale ed è anche fattibile, contrariamente alla programmabilità di cui si parla a volte pensando alle tecnologie nucleari (quelle grandi, medie o piccole, queste ultime quando arriveranno). Pensiamo al programmabile fattibile, perché il nucleare non è tale“.
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