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Il Piano Mattei come opportunità per la salute globale

ROMA – In occasione della Giornata mondiale della salute e del Giubileo degli ammalati, l’Istituto Affari Internazionali (Iai) ha ospitato oggi il seminario “Il ruolo del settore privato nella salute globale”. A partecipare esperti, rappresentanti istituzionali e del mondo imprenditoriale per approfondire il contributo degli attori privati negli investimenti sanitari nei Paesi a medio-basso reddito. L’incontro si è concentrato in particolare sui progetti delle aziende italiane nel settore della salute globale, analizzando criticità e opportunità dell’attuale scenario internazionale. Sono stati inoltre esaminati gli interventi previsti dal Piano Mattei in questo ambito.

IL DIBATTITO SUL CONTRIBUTO DEL SETTORE PRIVATO

I lavori sono stati aperti da Ettore Greco (Iai) e Stefano Vella (Friends of The Global Fund Europe), seguiti dagli interventi introduttivi di Carlo Batori (ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale) e Francesca Manno (ministero dell’Economia e delle finanze). A moderare l’incontro Vincenzo Giardina, giornalista dell’agenzia Dire. “È fondamentale comprendere le forme, le partnership, i principi e gli approcci strategici del settore privato che guidano il sostegno finanziario alle attività per il miglioramento della salute” ha sottolineato Greco. “È altrettanto necessario analizzare gli ostacoli all’engagement con il settore privato e i conflitti d’interesse tra ambito pubblico e privato”. Vella, ripercorrendo la lunga storia del Global Fund, ha sottolineato che “la salute non è solo un fatto umanitario. Dopo la conferenza del 2000 a Durban ci si è resi conto che in quei paesi africani non solo le persone stavano morendo, ma soprattutto i giovani: non c’erano più madri, padri, operai, agricoltori. Era crollata l’economia”.

LO STUDIO DELLO IAI

Marianna Lunardini ha presentato un nuovo studio dello Iai dedicato a questi temi, che è stato oggetto di discussione tra i partecipanti. Lo studio evidenzia le prospettive e difficoltà nel raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Onu per lo sviluppo, nel settore della salute, analizzando il ruolo del settore privato nello sviluppare partnership virtuose con organizzazioni multilaterali e istituzioni pubbliche. “Mobilitare il settore privato nella cooperazione allo sviluppo è diventata una sfida fondamentale per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030” ha evidenziato Lunardini. “Le aree chiave supportate attraverso l’assistenza allo sviluppo in ambito sanitario hanno un impatto cruciale per la fornitura di forniture biomediche, la formazione di personale sanitario, la condivisione di conoscenze scientifiche e lo sviluppo di infrastrutture sanitarie”. A seguire, Alix Zuinghedau, di Friends of the Global Fund Europe, ha offerto una panoramica su preoccupazioni, opportunità e prospettive del settore privato nella salute globale. Il panel di esperti ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del settore privato, tra cui Giangiacomo Calovini (Commissione Affari Esteri e Comunitari, Camera dei Deputati), David Canarutto (Global Fund), Simone Fortunato Mortara (Eni Spa), Mario Ottiglio (Eleveya), Linda Storari (Chiesi farmaceutici Spa).

FATTORI GEOPOLITICI E RUOLI STRATEGICI

La discussione ha affrontato i temi della sanità globale come fattore geopolitico e il ruolo strategico della cooperazione pubblico-privato. Il tema sanitario emerge come elemento dirompente negli equilibri internazionali, sempre più connesso alla politica estera. Il Piano Mattei è stato analizzato come un’opportunità per l’Italia di riaffermarsi come interlocutore primario sul continente africano, includendo la sanità tra le sue cinque aree prioritarie. Sono stati evidenziati gli impatti concreti degli investimenti internazionali, e in particolare del Global Fund, con 65 milioni di vite salvate grazie a partnership strutturate su quattro direttrici: procurement, sviluppo del settore privato, trasferimento di competenze e valorizzazione della catena del valore. Il settore privato contribuisce in modo significativo con oltre 5,3 miliardi di dollari investiti, motivato dalla creazione di valore condiviso, dall’accesso ai mercati emergenti e dall’impulso all’innovazione. Le aziende integrano la salute nei cicli di vita dei progetti, adattando le azioni alle priorità locali e promuovendo uno sviluppo sostenibile che vada oltre la semplice filantropia.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

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