ROMA – La giunta militare del Myanmar ha annunciato un cessate il fuoco fino al 22 aprile, per consentire le operazioni di ricerca, soccorso e assistenza delle vittime del terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito vaste zone del Paese lo scorso 28 marzo.In un comunicato diffuso ieri dall’emittente Mrtv, la giunta ha motivato questa decisione con la necessità di “esprimere solidarietà alle vittime del terremoto in tutto il Paese” e al fine di “realizzare un’efficace operazione di soccorso e riabilitazione”.
La decisione è arrivata sulla scia di critiche e condanne da parte di vari attori internazionali, dopo che l’esercito ha continuato a bombardare anche le aree colpite dal sisma, nell’ambito della guerra civile che prosegue da quattro anni nel Paese. Nei giorni scorsi, i gruppi armati hanno proclamato una tregua unilaterale per poter portare a termine le operazioni di soccorso, segnalando il passaggio di veicoli e ambulanze, ma alcuni hanno riferito di aver subito attacchi diretti.Le Nazioni Unite hanno già avvertito che la mancanza di mezzi di soccorso e aiuti umanitari rischia di innescare una crisi umanitaria e sanitaria per i quasi 2 milioni di persone colpite.
Nel frattempo, il capo della giunta, il generale Min Aung Hlaing, oggi si trova in Thailandia, altro Paese colpito dal sisma, dove si sono contate 22 vittime. Il generale partecipa alla due giorni del vertice della Bay of Bengal Initiative for Multi-Sectoral Technical and Economic Cooperation (Bimstec), iniziativa economico-commerciale che riunisce Bangladesh, Bhutan, India, Nepal e Sri Lanka, oltre a Myanmar e Thailandia.Secondo la testata The Irrawaddy, Hlaing terrà dei colloqui a margine con il primo ministro indiano Narendra Modi. Di recente, Hlaing è stato raggiunto da un mandato d’arresto della Corte penale internazionale per presunti crimini di guerra e contro l’umanità commessi a danno della comunità Roghingya nel 2016.
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