(Adnkronos) –
La Russia torna alle Olimpiadi? La nuova presidente del Cio, Kirsty Coventry, nel suo discorso post elezione aveva lasciato intendere di essere contraria all’esclusione di qualsiasi Paese, anche quelli in guerra, dai Giochi. La posizione di Coventry, prima donna a capo del Comitato Olimpico Internazionale, aveva ridato speranza alla Russia, ancora impegnata nel suo conflitto con l’Ucraina ed esclusa dalle ultime Olimpiadi di Parigi, dove i suoi atleti, così come quelli bielorussi, hanno dovuto gareggiare senza bandiera.
“Io sono contraria, in linea di principio, a qualsiasi esclusione”, ha detto Coventry, “vorrei però formare una tasck force che possa stabilire delle linee guida, che dovranno essere chiare ed eque per tutti, da utilizzare quando si dovrà decidere se permettere a Paesi coinvolti in guerre di partecipare o meno alle Olimpiadi”. Non è da escludere quindi che la Russia possa tornare a partecipare ufficialmente ai Giochi già nel 2026, quando si terranno le Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
E proprio di questa possibilità ha parlato Coventry dopo la sua elezione: “Ne discuteremo con la task force. La nostra priorità è proteggere gli atleti: gli equilibri sono sottili, ma per il movimento credo sia meglio garantire una rappresentanza la più completa possibile”.
L’elezione di Coventry a capo del Cio, forse proprio per le sue posizioni circa il reintegro della Russia ai Giochi, ha fatto esultare Vladimir Putin. Il presidente russo si è complimentato con l’ex nuotatrice dello Zimbabwe: “L’elezione di Coventry è la prova della sua autorità nel mondo dello sport e il riconoscimento dei suoi straordinari successi personali”.
Più esplicito Mikhail Degtyaryov, ministro dello Sport e a capo del comitato olimpico russo: “Siamo lieti di avere un movimento olimpico più forte, indipendente e prospero con una nuova leadership e ci auguriamo di rivedere presto la Russia sul podio olimpico. Noi siamo pronti a presentarci a Losanna in qualsiasi momento. Gli scenari stanno cambiando”. Una speranza condivisa anche da Alexander Dyukov, presidente della Federazione calcio: “La posizione dello sport mondiale sui nostri atleti potrà presto cambiare”, ha detto alla Tass.