ROMA – E La Russia? Non c’è. E se è per questo nemmeno la Corea del Nord. L’amministrazione Trump non li ha inclusi nel lunghissimo elenco di Paesi che dovranno affrontare pesanti nuovi dazi. Ovviamente c’è l’Ucraina, colpita con una tariffa del 10%. Perché?
Perché, dicono informalmente dalla Casa Bianca, sono Paesi con cui gli Stati Uniti hanno pochissimi scambi commerciali, già colpiti da altre sanzioni. La portavoce Karoline Leavitt ha detto che le sanzioni nei confronti di Putin non rendono possibile “alcuno scambio commerciale significativo”.
Peccato che i dati del governo americano dicono che invece nel 2024 il commercio tra i due Paesi ha avuto un valore complessivo di 3,5 miliardi di dollari. E che nella “black list” i solerti consulenti di Trump siano riusciti ad inserire persino due sperdute isole vulcaniche vicino l’Antartide abitate solo da pinguini.
Intanto ieri l’inviato per gli investimenti di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, ha incontrato i funzionari statunitensi a Washington. Dmitriev è il funzionario russo di più alto rango a recarsi negli Stati Uniti per affari di stato da quando la Russia ha iniziato la guerra su vasta scala nel 2022. Non è chiaro di cosa abbiano discusso. Dmitriev ha stretti rapporti con il team di Trump risalenti alle elezioni del 2016 in cui l’inchiesta Mueller scoprì un’interferenza russa “ampia e sistematica” a favore di Trump.
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