ROMA – “Può succedere che piccole quantità di alimenti a cui si è allergici, come anacardi, mandorle, nocciole o arachidi, siano ‘nascoste’ in alcuni cibi e questo può scatenare reazioni gravi, come lo shock anafilattico. In questi casi avere con sé l’adrenalina auto-iniettabile può salvare la vita”. Lo spiega in una nota il presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) e direttore Uoc Medicina Interna dell’Azienda sanitaria di Salerno, Vincenzo Patella, in relazione alla morte di una giovane studentessa americana a Roma, causata da shock anafilattico. “Purtroppo- prosegue- morire di shock anafilattico per allergie agli alimenti non è una novità. Possono verificarsi anche reazioni crociate con altri alimenti a cui non si è allergici, ma che contengono proteine simili a quelle che si dovrebbero evitare. Alcuni esempi di reazioni crociate che possono verificarsi con gli anacardi includono frutta secca, come mandorle, pistacchi e noci, semi, come sesamo e girasole, frutta, come kiwi, mango e avocado, verdure, come spinaci e cetrioli e altri alimenti come cioccolato, a causa della presenza di anacardi, o prodotti da forno, come biscotti o torte”.
Da quanto si apprende la giovane studentessa era allergica agli anacardi. “Nel caso specifico- evidenzia il presidente Siaaic- sembra che la ragazza non avesse con sé il kit salva-vita, che in questo caso è l’adrenalina, oggi disponibile in formulazione pronta all’uso in auto-somministrazione”. “Le persone con allergie agli anacardi- conclude Vincenzo Patella- dovrebbero, inoltre, leggere attentamente le etichette degli alimenti per evitare la presenza di anacardi o di derivati e consultare un medico o un allergologo per ottenere una diagnosi e un piano di trattamento personalizzato”.
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