ROMA – Per la morte di Roberta Repetto non ci sono colpevoli, per quella di Alex Marangon nemmeno una persona indagata. A unire i due tragici destini ci sono storie di organizzazioni settarie: la donna di 40 anni, dopo un’operazione svolta dal medico e dal guru del centro di meditazione di Borzonasca (Genova) e un progressivo peggioramento delle condizioni di salute, morì all’ospedale San Martino; Alex Marangon, 25enne di Venezia, è stato trovato privo di vita il 2 luglio del 2024 sul letto del fiume Piave, a Treviso, dopo una riunione settaria.
Oggi dalla sala stampa della Camera dei deputati è stato lanciato un messaggio per “dare aiuto a chi ne ha più bisogno, perché le fragilità non devono essere un’aggravante”. All’incontro dal titolo ‘Organizzazioni settarie e manipolazione mentale’ hanno partecipato Rita Repetto, sorella di Roberta Repetto, i genitori di Alex Marangon, Luca e Sabrina Bosser, la deputata del Movimento Cinque Stelle, Stefania Ascari e Nicodemo Gentile, presidente di Penelope.
“Tutti i soggetti coinvolti nella vicenda sono stati assolti- ha dichiarato all’agenzia Dire Rita Repetto- Secondo la giustizia la colpa della morte di Roberta è stata causata da Roberta stessa. Mia sorella non voleva morire, mia sorella ha dimostrato gli ultimi 9 giorni della sua vita, stando in ospedale, affidandosi alla medicina tradizionale che voleva guarire. Negli anni precedenti la sua morte non è stata messa di fronte all’evento morte, lei si è fidata di chi le diceva che sarebbe guarita, che quei dolori erano necessari alla sua evoluzione. Il mio impegno è proprio per evitare che quanto accaduto a lei non si ripeta. Lo scopo della mia associazione (Pulce nell’orecchio, ndr) è aiutare chiunque a riconoscere i comportamenti tipici di chi sta entrando in una dinamica settaria, perché ci sono dei campanelli d’allarme. Sono quelli che io non ho saputo riconoscere, perché ignoravo il fenomeno delle sette, della manipolazione mentale. Ora che li conosco non potevo tenerli per me, ma dovevo condividerli con tutti”.
Con la grinta di chi ha sofferto e ha reagito, ora Repetto chiede alle istituzioni e alla politica “una legge. Una legge che vada a tutelare chi cade vittima di manipolazione mentale, perché può succedere a tutti, non contano i titoli di studio. C’è un po’ la credenza che solo gli sprovveduti, quelli particolarmente fragili, possano finire vittime di questi contesti. Invece, anche le persone più intelligenti, brillanti, vivono momenti di fatica, siamo tutti umani e se in quel momento incontriamo una personalità carismatica con una bella parlantina che ci promette risposte e poi si approfittano perché ci fidiamo, ecco queste persone che si approfittano delle debolezze altrui vanno ovviamente punite”.
Visibilmente commossa, è riuscita a parlare anche Sabrina Bosser, mamma di Alex: “Era un ragazzo buono, gentile e altruista. Voleva cambiare il mondo con il suo sorriso. C’è un fascicolo ancora aperto per omicidio volontario contro ignoti. Mi diceva che andava alle riunioni per curarsi ma, mi fa arrabbiare che tanti quotidiani scrivano che faceva uso abituale di sostanze stupefacenti, non è vero. Alex aveva segni di percosse e chiediamo che chi ha fatto del male ad Alex venga punito”.Per il papà di Alex “ci sono tanti lati oscuri, da quando è stato dato l’allarme. Hanno profanato una chiesa e ci aspettavamo di trovare un luogo recintato e invece entrava chiunque. Anche per l’autopsia ci sono state tante cose strane”.
Ascari ha puntualizzato che “ancora oggi non è stata scritta verità e giustizia. Abbiamo messo in evidenza quello che a mio avviso è un gravissimo vuoto normativo che riguarda la manipolazione mentale. La manipolazione mentale è violenza allo stato puro e a oggi, all’interno del nostro ordinamento italiano giuridico, c’è proprio un vuoto che va colmato. all’interno del Parlamento il ministro Nordio mi ha dato ragione a seguito di un’interrogazione dicendo ‘è vero, è vero, in tema di manipolazione e organizzazioni settarie oggi esiste un vuoto’.
Allora bene, colmiamolo, io ho proposto una commissione d’inchiesta sul fenomeno settario, dal momento che è dal 1998 che non abbiamo dati attuali sulle organizzazioni settarie, una indagine conoscitiva in Commissione Giustizia per far sentire le vittime, i familiari, gli esperti che possono dare un contributo per scrivere delle norme e poter finalmente dare giustizia a chi oggi non l’ha avuta”.Per Ascari “non c’è il rischio di tornare al reato di plagio, perché a seguito dell’abrogazione le condotte non sono venute meno, anzi si sono triplicate, quintuplicate e lo denota il caso di Roberta Repetto: non si è uccisa a 40 anni, Roberta Repetto, in un momento di vulnerabilità, è entrata in un circuito dove ha subito, come ha detto la sorella, manipolazione mentale, ma oggi, mancandoci una norma, per la giustizia è tutta colpa di Roberta e questo è inaccettabile. Così come il caso di Alex Marangon, così come i casi delle ‘Bestioline di Novara’. Noi abbiamo sentito qui le vittime che ci hanno parlato di quelle che sono le tattiche, le tecniche di questi criminali che utilizzano questi strumenti di manipolazione, il love bombing, il farti sentire a casa, il farti sentire amata per poi controllarti, per poi abusarti fisicamente, psicologicamente, abusi di ogni tipo. Spero che a settembre parta finalmente l’indagine conoscitiva e possano essere sentite e sentiti tutti gli esperti che abbiamo indicato in modo trasversale per agire in modo concreto”.
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