BOLOGNA – Da oggi l’Interporto di Bologna non ha più un solo ingresso. I 5.000 camion al giorno che entrano nella piattaforma logistica di Bentivoglio, una delle più grandi d’Italia, continueranno a passare dai varchi ‘lato Funo’, mentre i lavoratori potranno accedere anche dal nuovo ingresso a Nord, inaugurato questa mattina. Del resto, circa il 40% delle 6.000 persone che lavorano all’Interporto abitano nei Comuni a Nord dell’Infrastruttura, fino alla provincia di Ferrara. “Questa nuova entrata, riservata alle automobili, segna l’inizio di un percorso di revisione complessiva della mobilità nell’area logistica e nei territori circostanti”, sottolinea il presidente Stefano Caliandro, a margine del taglio del nastro cui hanno partecipato anche l’assessora regionale ai Trasporti, Irene Priolo, il sindaco metropolitano, Matteo Lepore, il prefetto Enrico Ricci, i sindaci di Bentivoglio e San Giorgio di Piano, Alice Vecchi e Paolo Crescimbeni.
“Quest’opera serve anche a evitare gli incidenti, che sono uno dei problemi più grossi che abbiamo riscontrato nel corso del tempo. L’investimento è stato importante: l’Interporto ha gestito oltre tre milioni di euro, alcuni stanziati direttamente dalla società, per offrire a questa zona che è afflitta dal traffico dei mezzi pesanti, la possibilità di una valvola di sfogo”, spiega Caliandro, sollecitando una serie di interventi per migliorare la sicurezza delle strade che circondano la cittadella della logistica. “Bisogna rilanciare il nodo di Funo e la traversale di Pianura. Chiediamo l’intervento di Anas e del del ministero delle Infrastrutture perché si sblocchi una questione che aspetta una soluzione da circa 20 anni”, incalza Caliandro, spingendo la realizzazione della rotonda allo svincolo sull’A13 e l’allargamento della trasversale.
“Si tratta di opere fondamentali per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini che vivono nelle aree limitrofe all’Interporto di Bologna. Bisogna intervenire rispetto a una priorità che supera gli steccati politici e ideologici e diventa invece un bisogno anche di natura ambientale, perché meno ci sono le code, meno problemi di Co2 per le code e, soprattutto, ci sono meno incidenti”, insiste il numero uno di Interporto. “L’attuale accesso all’Interporto vede una tensione che è sempre più tangibile. Ora, una quota parte auto non insistere più su quell’ingresso”, tira un sospriro di sollievo Vecchi. “Manca un pezzo, confidiamo che si completi l’opera, perchè questa è una zona veramente trafficata. L’Interporto è parte della nostra comunità, ma c’è bisogno di servizi, non può essere solo visto come una problematica”, rimarca Crescimebeni.
“L’Interporto di Bologna è una delle priorità nell’ambito della pianificazione strategica sulla logistica. L’Interporto di Bologna, l’Interporto di Parma e il porto di Ravenna per noi sono snodi insieme anche a Dinazzano Po fondamentali per una logistica che si basa anche sull’intermodalità, quindi la possibilità di portare le merci anche su ferro”, osserva Priolo.”Come Regione abbiamo investito circa 20 milioni proprio per potenziamenti sul ferro dell’Interporto, abbiamo finanziato con due milioni questa rotatoria per migliorare l’accessibilità, quindi la sicurezza dei lavoratori. Faremo anche di questo Interporto la zona logistica semplificata e quindi la zona franca doganale. È una strategia non di corto respiro, ma di lungo respiro su cui stiamo lavorando”, aggiunge l’assessora regionale. “Tutti insieme siamo riusciti a cambiare direzione e di marcia dell’Interoporto. Questo deve essere un luogo non famoso per tragedie che vi accadono, ma un luogo dove i diritti dei lavoratori fanno passi avanti”, sollecita il sindaco Lepore, ricordando la morte, nell’ottobre del 2021, di Yaya Yafa, il 22enne schiacciato da un camion nel suo terzo giorno di lavoro a Bentivoglio. I nuovo accesso “arriva dopo altri interventi come il trasporto pubblico diurno e notturno. La sicurezza per noi è stata una delle prime cose da mettere in campo, così come i servizi per i lavoratori. Qui lavorano 6.000 persone, con un lavoro anche molto complicato: avevano bisogno di trasporto pubblico e di avere spazi di maggiore sicurezza”, sottolinea Lepore. Il nuovo varco per le auto servirà, anche ad allentare la tensione in occasione di scioperi e manifestazioni, o di blocchi, come se ne sono verificati anche in passato.
“La Prefettura di Bologna e l’Interporto hanno firmato nel 2022 un protocollo di legalità che è ancora attivo ed è un aspetto importante della nostra collaborazione, il protocollo che mira a contrastare l’infiltrazione della criminalità organizzata nelle aziende che opera all’interno dell’interporto e più in generale a garantire piene condizioni di legalità negli appalti, nell’utilizzo della manodopera”, spiega Ricci. “È evidente che avere un secondo accesso favorisce nelle occasioni in cui si dovesse verificare una situazione di blocco, di inaccessibilità sull’altro varco”, aggiunge Ricci. “Questo ingresso ci dà la possibilità di tenere insieme il diritto allo sciopero e il rispetto di chi lavora”, conclude Caliandro.
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