ROMA – Le strade della gioventù cattolica hanno portato tutte a Roma, a Tor Vergata, dove un milione di ragazze e ragazzi provenienti da 146 Paesi si sono radunati per celebrare il Giubileo dei Giovani insieme a papa Leone XIV.
I cancelli del grande spiazzo romano si sono aperti questa mattina e da allora la festa è proseguita senza sosta: band da ogni continente, canti, danze, testimonianze e condivisione. Un clima di gioia e spiritualità che culminerà stasera con la veglia e domani mattina con la Messa presieduta dal Pontefice.
UNA FOLLA PLANETARIA
Sono arrivati giovani da ogni angolo del mondo, inclusi quelli provenienti da zone segnate dalla guerra: Ucraina, Siria, Iraq, Myanmar, Sud Sudan, Libano. Per accoglierli, Roma ha mobilitato 270 parrocchie, 400 scuole, 40 strutture extra-scolastiche, oltre a case della Protezione Civile e palazzetti dello sport.
IL PAPA HA PORTATO LA CROCE
Alle 19:30 il Papa è arrivato in elicottero per poi farsi accogliere da una marea di giovani a bordo della papamobile. Il suo ingresso è stato accompagnato da un boato:
“Leo, Leo!” gridavano migliaia di ragazzi, emozionati, sbracciandosi per cercare di toccarlo.
Dopo il giro tra i fedeli, Leone XIV ha preso in spalla la storica Croce simbolo della Giornata Mondiale della Gioventù del 2000 voluta da Giovanni Paolo II, e l’ha portata in processione verso il palco, dando inizio alla grande veglia di preghiera.
Domani mattina la conclusione con la grande celebrazione eucaristica, sempre presieduta da Leone XIV, di fronte a una distesa di tende, sacchi a pelo e volti stanchi ma felici.
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