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Il Messico “regala” 29 narcos agli Stati Uniti: c’è anche Rafael Caro Quintero, ricercato da 40 anni


ROMA – In un’operazione senza precedenti, il Messico ha estradato negli Stati Uniti 29 figure di spicco dei cartelli della droga, tra cui Rafael Caro Quintero, il boss ricercato da Washington da oltre quarant’anni. L’operazione, confermata dai governi americano e messicano, segna un punto di svolta nella cooperazione tra le due nazioni nella lotta al narcotraffico.

Oltre a leader di alto rango, tra gli estradati figurano sicari spietati, responsabili di alcune delle peggiori violenze legate al traffico di droga. L’estradizione simultanea di un numero così elevato di esponenti del crimine ha reso l’evento uno dei più significativi nella guerra alla droga messicana.La mossa arriva mentre l’amministrazione Trump spinge il Messico a intensificare la lotta contro i cartelli, con il presidente statunitense che considera la stretta una vittoria diplomatica. L’estradizione è avvenuta alla vigilia di incontri ad alto livello tra Washington e Città del Messico per definire un nuovo accordo di sicurezza, mentre la presidente messicana Claudia Sheinbaum affronta pressioni economiche e diplomatiche da parte americana.Tra i trasferiti spicca Caro Quintero, fondatore del cartello di Sinaloa e mente dietro il brutale omicidio dell’agente DEA Enrique “Kiki” Camarena nel 1985. Dopo decenni di latitanza e un arresto nel 2022, il boss è ora pronto a comparire di fronte a un tribunale federale di Brooklyn, chiudendo un capitolo lungo e sanguinoso della lotta al narcotraffico.Dal Messico ai tribunali americani Oltre a Caro Quintero, è stato consegnato Miguel Ángel Treviño Morales, ex leader degli Zetas, noto per la brutalità dei suoi metodi. Il cartello da lui guidato, nato da ex forze speciali messicane, ha trasformato il terrore in una strategia di dominio. Tra gli estradati figurano anche figure chiave del Cartello Jalisco New Generation e della Familia Michoacana, oltre a José Ángel Canobbio Inzunza, braccio destro di Iván Archivaldo Guzmán Salazar, figlio di El Chapo.
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