BOLOGNA – Un milione di persone in piazza, cortei in tantissime città, sciopero generale: un paese che si ferma per chiedere giustizia per una strage, quella del disastro ferroviario di Tebi, vicino alla città di Larissa, che nel 2023 uccise 57 persone, su cui verità e responsabilità non sono ancora emerse. Anzi, peggio: la partecipatissima protesta che oggi attraversa la Grecia accusa il governo conservatore di insabbiare le indagini e di non aver fatto abbastanza per individuare le responsabilità di quanto accadde la notte tra il 28 febbraio e l’1 marzo del 2023, quando due treni (uno passeggeri e uno merci), si scontrarono frontalmente a Tempe, nel nord della Grecia. Entrambi i treni erano sotto la gestione della compagnia ferroviaria greca Hellenic Train, che è controllata da Trenitalia del gruppo Fs dal 2017. Scoppiò subito dopo un incendio e alcune vittime trovarono la morte nelle fiamme o per l’aria diventata irrespirabile.
I SOLVENTI E IL SOSPETTO
Le proteste di oggi sono legate anche a un dettaglio emerso nel gennaio scorso che ha alimentato sospetti e rabbia: stando ai risultato di una perizia indipendente (fatta svolgere dall’Associazione dei familiari delle vittime), sul luogo dell’incidente c’erano solventi chimici, come lo xilene. Di qui l’idea che il treno merci trasportasse materiale infiammabile non dichiarato. Questa tesi, nelle ultime settimane, ha preso piede sui social e fatto montare il fronte della protesta.
GLI SCONTRI CON LE FORZE DELL’ORDINE
Migliaia di persone oggi in Grecia sono scese in piazza e si sono ritrovate anche davanti al Parlamento, ad Atene, bloccando piazza Syntagma. Ci sono stati violenti scontri con le forze dell’ordine dopo che i manifestanti hanno rotto i cordoni della Polizia e tentato di entrare in Parlamento. Sarebbero state lanciate anche molotov. Alcuni quotidiani locali parlano di scene di guerriglia urbana in cui sarebbe rimasto ferito anche un fotoreporter. Scontri sono stati segnalati anche nella città di Salonicco, la città in cui era diretto il treno passeggeri, partito da Atene, che nel 2023 si scontrò con il merci.
Οι εικόνες από τη Μυτιλήνη είναι κάτι παραπάνω από συγκλονιστικές! Η δύναμη είναι στη συμμετοχή του κόσμου.#Τεμπη #Απεργια_28_Φλεβαρη #τεμπη_εγκλημα pic.twitter.com/3XQFCiYQ5K— Π.Α.ΜΕ (@PAMEhellas) February 28, 2025
STOP AI TRASPORTI, UN PAESE CHE HA SCELTO DI FERMARSI
Nel paese, oggi, sono rimasti fermi i trasporti via terra e via mare (traghetti e treni), moltissimi negozi sono rimasti chiusi e sono stati annunciati cortei di protesta in 361 località. Anche molti aerei sono rimasti a terra. Nella protesta odierna sono coinvolti movimenti studenteschi, associazioni di avvocati, farmaceutici, medici. I giornali greci parlano della mobilitazione di oggi come della manifestazione più grande della storia della Grecia moderna.
“NON HO PIÙ OSSIGENO”
Tra gli slogan che sono stati più gridati oggi c’è “Non ho ossigeno”: si tratta di una frase pronunciata da una delle vittime dell’incendio che è divampato subito dopo lo scontro frontale tra un treno passeggeri e un treno merci. Ci sono poi striscioni con scritto “Mai più Tebi”. Dopo la strage del 2023, si è creata un’associazione dei familiari delle vittime. La portavoce Maria Karystianou, madre di una ragazza di 20 anni che morì nel disastro ferroviario, oggi parlando davanti al Parlamento ha detto: “Possiamo e vogliamo portare di nuovo il miracolo della giustizia nel nostro Paese”.
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