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Dazi al 20% sui prodotti dell’Ue. Trump: “Se loro lo fanno noi , noi lo facciamo a loro”

È cominciata ufficialmente alla mezzanotte del 2 aprile la nuova era dei rapporti tra Usa e Unione europea. Il presidente statunitense, Donald Trump, lo ha ribattezzato il “Liberation Day”; giorno della liberazione dai presunti soprusi perpetrati dagli europei ai danni del popolo americano. È già stato precisato che i dazi avranno effetto immediato.

L’Ue dal canto suo si è detta, con la presidente Ursula von der Leyen, pronta a ricambiare i dazi con altri dazi innescando potenzialmente una guerra doganale destinata a danneggiare entrambe le parti. Ma tutti i tentativi di mediazione con gli States sono miseramente falliti. Nelle ultime ore diverse voci autorevoli Usa hanno stimato i danni comportati da una politica fatta di dazi che nell’immediato ridurrebbe il potere d’acquisto delle famiglie statunitensi frenandone i consumi. Secondo i dati elaborati dall’Università di Yale, se i dazi del 20% si aggiungessero a quelli già imposti ogni famiglia statunitense potrebbe “perdere” tra i 2.700 e i 3.400 dollari in potere d’acquisto all’anno.

L’annuncio ufficiale di Trump è avvenuto solo nel pomeriggio americano, quando erano le 22:00 in Italia.

Le ipotesi più quotate puntavano, come è avvenuto, su una tassa tra il 20% da applicare a tutti i prodotti Ue. Mentre la tariffa del 25% sulle importazioni di automobili a partire dal 3 aprile è già stata fissata. Al momento sull’Europa gravano i dazi del 25% su acciaio e alluminio. L’esigenza di bilanciare gli scambi commerciali con l’Europa è uno degli argomenti più citati dal Presidente Trump per giustificare la sua politica protezionista.

La risposta dei Paesi finora coinvolti nella imposizione di dazi è stata simile. La Cina ha subito ricambiato i dazi del 10% poi aumentati di un ulteriore 10%, sui suoi prodotti con dazi fino al 15% sulle importazioni made in Usa. Canada e Messico, dopo diversi tentativi di mediazione e un mese di stop, si dicono determinati a ricambiare i dazi del 25% bloccati per due volte e che dovrebbero entrare in vigore il 2 aprile. In Canada il movimento “Buy Canadian”, compra canadese, ha già causato la riduzione della vendita dei prodotti statunitensi evitati dai consumatori canadesi che vogliono sostenere il loro paese. In Europa, la presidente della Commissione, von der Leyen, ha affermato che l’Europa non vuole vendicarsi ma possiede un piano di “contromisure molto decise”per vendicarsi se necessario: “Abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per proteggere la nostra gente e la nostra prosperità” ha assicurato la Presidente.

Un capitolo a parte è costituito dai dazi sugli alcolici. L’Unione europea ha prima annunciato dazi del 50% sul wiskey americano in risposta alle tariffe statunitensi maggiorate del 20% sul vino europeo, ciò a causato la minaccia di tariffe del 200% su vino e alcolici europei che hanno portato al congelamento dei dazi europei fino al 13 aprile. In Europa tutti i Paesi sostengono la linea dura di von der Leyen tranne L’Italia e l’Ungheria, allineate con l’amministrazione Trump, che chiedono di non rispondere ai dazi con contro-dazi almeno per il momento. Tra i Paesi che hanno più da perdere c’è l’Italia che vede negli Stati Uniti il suo primo mercato dell’export. A risentire delle tariffe ancora prima che queste siano applicate è stato il settore del vino e in particolare il prosecco, alcolico più esportato negli Usa.

Coldiretti mette in guardia sui costi dei dazi sul settore del vino. Questo potrebbe costare 6 milioni di euro al giorno di mancati introiti. Secondo le stime diffuse le tariffe aggiuntive al 200% potrebbero far perdere fino al 70-80% delle esportazioni.  Si tratta di un doppio danno poiché a quello economico di breve periodo “rischia di aggiungersene uno a livello strutturale, con la perdita del posizionamento del prodotto sugli scaffali statunitensi.”

Fatto sta che, nonostante le rassicurazioni, la guerra doganale causerà senza dubbio alcuno danni economici per entrambe le sponde dell’Atlantico.

L’articolo Dazi al 20% sui prodotti dell’Ue. Trump: “Se loro lo fanno noi , noi lo facciamo a loro” proviene da Notizie da TeleAmbiente TV News.

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