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Gli aiuti entrano a Gaza, ma non si fermano gli attacchi. Nuove vittime nella Striscia


Foto dal profilo X di Cogat

ROMA – Tredici cittadini sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti a causa di nuovi bombardamenti israeliani in varie zone della Striscia di Gaza. A riferirlo è l’agenzia palestinese Wafa. Il corrispondente ha riferito che “cinque cittadini sono rimasti uccisi quando le forze di occupazione israeliane hanno bombardato un appartamento residenziale di proprietà della famiglia Za’rab nella zona di Al-Mawasi, a ovest di Khan Younis. Sono stati trasferiti all’ospedale Nasser, nella Striscia di Gaza meridionale”.

Il cronista “ha aggiunto che altri cinque cittadini sono rimasti uccisi e più di 30 feriti quando le forze di occupazione hanno bombardato una casa di tre piani di proprietà della famiglia Nofal, nei pressi della fabbrica dell’UNRWA nel quartiere giapponese, a ovest di Khan Younis”. Altri “tre cittadini sono stati uccisi e diversi altri sono rimasti feriti quando le forze di occupazione hanno bombardato un’abitazione nel campo profughi di Maghazi, nella Striscia di Gaza centrale. Sono stati trasferiti all’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa a Deir al-Balah”. Numerose vittime restano sotto le macerie e per le strade, irraggiungibili dalle ambulanze e dalle squadre di soccorso.

Secondo quanto scrive Wafa, “dal 7 ottobre 2023, le forze di occupazione israeliane hanno lanciato un’offensiva sulla Striscia di Gaza, uccidendo 59.821 cittadini, la maggior parte dei quali bambini e donne, e ferendone altri 144.851”.

INVIATI GLI AIUTI ALIMENTARI

Intanto, il Coordinamento delle attività governative nei territori (Cogat) del ministero della Difesa israeliano ha confermato l’invio di aiuti alimentari nella Striscia: “Oltre 120 camion sono stati raccolti e distribuiti ieri dalle Nazioni Unite e da organizzazioni internazionali”.

“Altri 180 camion sono entrati a Gaza e ora attendono di essere ritirati e distribuiti, insieme a centinaia di altri ancora in coda per essere ritirati dalle Nazioni Unite- scrive il Cogat-. Una raccolta e una distribuzione più coerenti da parte delle agenzie delle Nazioni Unite e delle organizzazioni internazionali significano che più aiuti raggiungono coloro che ne hanno più bisogno a Gaza”.

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